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La tecnologia 3D-EST non
è rivoluzionaria, ma bensì chiaramente evolutiva. I
tratti fondamentali che la contraddistinguono sono infatti l'estrema
adattabilità e l'alto livello medio della resa
acustico-spettacolare anche in contesti praticamente proibitivi. In
parole povere, può essere utilizzata con successo anche per
migliorare la sensazione di realismo o "immersione" provata da chi
dovrà ascoltare un soundscape diffuso con le tecniche
tradizionali 5.1, 7.1 o 8.0.
Ma l'evoluzione più evidente resa possibile dalla tecnologia
3D-EST è la simulazione realistica di qualsiasi spazio vivibile
in natura. Il nostro mondo, gli ambienti in cui viviamo, gli spazi
fisici che attraversiamo quotidianamente, li percepiamo
tridimensionalmente per mezzo del nostro sistema uditivo. Se la
precedente affermazione vi sembra banale, dovreste chiedervi
perché la stragrande maggioranza delle apparecchiature per la
riproduzione, la registrazione e l'elaborazione del suono non sono
tridimensionali; i supporti digitali o analogici per la diffusione dei
contenuti audio, così come i sistemi utilizzati comunemente per
ascoltare, stereo o multi-canale che siano, restano comunque
bi-dimensionali. I diffusori acustici sono economicamente alla portata
di tutti e la loro dimensione media in funzione della qualità di
riproduzione è oggigiorno estremamente gestibile. Le tecnologie
esistono sin dagli anni settanta del secolo scorso: Ambisonics, Wave
Field Synthesis e persino il Dolby Surround®, sono disponibili da
decenni e potrebbero essere utilizzate per ricreare paesaggi sonori
tridimensionali. Potreste obiettare notando come le suddette tecnologie
siano poco pratiche, costose o addirittura troppo invasive per
l'ambiente da sonorizzare; avreste ragione soltanto se non esistesse la
tecnologia 3D-EST. |
La nostra metodologia di
realizzazione dei paesaggi sonori, infatti, permette di aumentare la
verosimiglianza della simulazione di ambienti immersivi tridimensionali
a livello acustico anche laddove i diffusori non possono essere
installati liberamente o devono comunque sottostare a ben precise
esigenze architettoniche.
Tutti gli algoritmi che concorrono in una elaborazione in 3D-EST
tengono sempre conto del numero e della posizione nello spazio dei
diffusori utilizzati, anche quando le posizioni sono fuori da ogni
schema tradizionale. Ma la cosa più importante dal punto di
vista pratico è che la workstation utilizzata dal compositore o
dal sound designer per realizzare il paesaggio sonoro non è il
solo sistema esistente per riprodurre l'opera dell'ingegno in oggetto.
Per la prima volta nella storia della musica, o per meglio dire
dell'audio in generale, esistono vari hardware in grado di riprodurre
in multi-canale una spazializzazione 3D-EST (basta un BlackBox player ad
esempio), ma non solo; esiste anche un riproduttore a basso costo,
pratico e facile da usare come da installare, "ergonomico" insomma, che
permette la riproduzione dei paesaggi sonori tridimensionali ovunque e
da parte di chiunque; si chiama X-spat player e lo ha prodotto la A&G Soluzioni Digitali.
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| Bibliografia consigliata: Creare Paesaggi Sonori - Il Senso Trascurato. L'arredamento acustico e le sue forme possibili o immaginabili - Il Progetto See'n'Sound |
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